Donne mitiche di Salerno

La città campana di Salerno, molto amata da turisti italiani e stranieri per le belle coste, per l’arte e per la movida che la anima in ogni periodo dell’anno, vanta una storia antica e prestigiosa.

Fu abitata sin dall’antichità, nel Medioevo vide un primo periodo di importante sviluppo economico e culturale sotto i Longobardi, per poi perdere prestigio nel corso dei secoli per alterne vicende politiche, che la vedranno ancora all’apice del suo splendore nel ‘500, come capitale del Principato dei Sanseverino.

Molti sono stati i protagonisti affascinanti delle vicende politiche e culturali della città, che vanta una delle prime scuole mediche europee, sviluppatasi tra l’VIII e il IX secolo d.C., ma anche un’antichissima Università, nata intorno alla scuola medica, ma nella quale gli insegnamenti impartiti non si limitavano alle arti di Ippocrate, ma comprendevano Diritto, Filosofia e Teologia.

Uno dei risvolti dei fermenti e dei progressi culturali della città in periodo medioevale è da ritrovarsi nel ruolo delle donne salernitane nella vita pubblica dell’epoca: andando decisamente contro corrente rispetto a quasi tutti gli altri paesi e popoli conosciuti in Occidente, alle donne veniva concessa la possibilità di studiare, lavorare in ambito medico, e in alcuni casi anche di avere responsabilità politiche, per quanto rimanessero sempre in seconda linea rispetto ai rispettivi mariti o padri. Bisogna comunque precisare che tali opportunità erano riservate a una ristretta cerchia di persone: solo le figlie delle famiglie più ricche e importanti della città potevano godere di tali privilegi.

Tra le donne più affascinanti della storia di Salerno, spicca una principessa longobarda, il cui carisma coniugava avvenenza, fascino e una rara intelligenza: la principessa Sichelgaita, la cui storia si intreccia nei suoi ultimi anni con quella di un’altra protagonista del medioevo salernitano: il medico Trotula de Ruggiero.

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