Il Giardino di Minerva

Già nell’alto Medioevo, nella zona di Salerno chiamata “Plaium montis” si ergeva un grande orto terrazzato, all’interno del quale sgorgava una fonte perenne. Un complesso sistema di canalizzazione, realizzato grazie alle tecniche importate dagli arabi, garantiva l’irrigazione delle innumerevoli piante lì coltivate. Il “viridario”, come veniva chiamato l’orto, fu proprietà della famiglia Silvatico sin dal XII secolo. Il giardino venne ben presto messo a disposizione della scuola medica salernitana. Qui venivano tenute lezioni per imparare a riconoscere le piante mediche, si insegnava come coltivarle, quali parti se ne potevano utilizzare e con quali proprietà terapeutiche. Nasceva così a Salerno il primo Orto botanico d’Europa.

Possiamo immaginare la giovane Trotula passeggiare nei viali al seguito degli altri allievi di Matteo Silviatico e degli altri insegnanti, per poi vedere ella stessa come docente alla guida delle nuove leve della scuola, che giungevano a Salerno da tutta Europa per apprendere le arti mediche, tale era il prestigio dell’istituzione.

Oggi l’antico orto botanico esiste ancora, è chiamato Giardino di Minerva. Negli anni il giardino è divenuto proprietà del Comune di Salerno, che continua a tenerne viva la tradizione secolare coltivando più di 250 specie di piante, tra le quali la leggendaria Mandragora. Oggi come allora è vivo l’amore per la trasmissione del sapere: durante tutto l’anno vengono svolti laboratori didattici per le scuole e per piccoli gruppi, che mirano a insegnare il riconoscimento delle specie vegetali presenti e il loto uso, proprio come si faceva nel medioevo. A disposizione dei cultori della materia è anche la fornitissima Biblioteca dei giardini.

Recenti studi archeologici hanno stabilito che il suolo calpestabile dell’orto originario medievale si trova attualmente due metri sotto il terreno dell’attuale giardino.