Il museo Diocesano

Nonostante le nostre due dame non siano mai state in questo palazzo, costruito alcuni secoli dopo la loro morte, vi invitiamo a non trascurare una visita al Museo Diocesano di Salerno, ospitato all’interno di uno splendido palazzo cinquecentesco che sorge a ridosso della Cattedrale di San Matteo, perché molto vi troverete che parla di loro. Il palazzo fu una delle ultime sedi della Scuola Medica Salernitana, qui avveniva la consegna dei diplomi ai laureandi. Nel museo sono esposte opere d’arte pittoriche e sculture che vanno dal Medioevo al 1700 circa. I manufatti medievali sono stati in gran parte recuperati dalla sagrestia della Cattedrale.

Di particolare pregio è la raccolta di 67 tavolette di avorio istoriate, che riproducono con particolari impressionanti brani tratti dalla Sacre Scritture. Si ritiene fossero state utilizzate in passato come tessere di una pala d’altare per il Duomo: chiudendo gli occhi si può ben immaginare Sichelgaita in preghiera davanti ad esse. Altro reperto che ci riporta alle vicende della bella guerriera è una preziosa croce lignea, rivestita da due lamine d’ottone con pietre dure e smalti traslucidi: tradizione vuole che sia appartenuta a Roberto il Guiscardo, suo amato marito. Sembra non partisse mai in battaglia senza portarla con sé in segno di devozione e protezione. Altro reperto importante, che probabilmente sarà stato sotto gli occhi delle due nobildonne, è un rotolo miniato dell’Exultet, diviso in 11 fogli pergamenacei illustranti il Preconio pasquale (praeconium paschale, annunzio della Pasqua), risalente alla fine della prima metà del XIII secolo. Il preconio è uno dei canti sacri più antichi giunti fino a noi, era in uso già nelle comunità dei primi cristiani e non c’è celebrazione della Pasqua, in tutto il mondo, ove non venga intonato. Probabile che sia stato insegnato anche alle due dame, essendo le loro famiglie molto legate alla Chiesa e assidue nell’osservanza dei precetti.

Molti altri reperti vi affascineranno all’interno del museo, come le tempere a soggetti sacri del giottesco Roberto de Oderisio, o quelle di Vincenzo De Rogata. È notevole anche la collezione di monete antiche, che comprende monete della Magna Grecia, della Repubblica Romana, dell’Impero Romano e della Zecca di Salerno. Tra queste, non perdetevi il famoso Follaro di Gisulfo II con la raffigurazione della Opulenta Salernu.