Trotula de Ruggiero, la migliore tra le ``mulieres salernitanae``

La giovane figlia dell’importante famiglia de Ruggiero, nota nel IX secolo per aver donato parte ingente dei suoi averi a Ruggero il Guiscardo per la costruzione della Cattedrale di San Matteo, fu nella rosa delle fortunate dame ad avere la possibilità di accedere agli studi superiori, giungendo a studiare e in seguito a insegnare presso la rinomata scuola medica salernitana.

Trotula non si limitò a studiare i testi e le teorie allora in auge di Galeno e Ippocrate, né era solita accompagnare le cure dei pazienti a riti magici e preghiere, come era comune fare ai medici del tempo, ma praticò la medicina secondo metodologie che si avvicinano molto a quella scientifica.

Fu una pioniera nel campo dell’igiene e della prevenzione: la prescrizione di cibo sano e vario, esercizio fisico e pulizia del corpo erano le basi di ogni sua cura, prima ancora dei rimedi a base di erbe o delle pratiche chirurgiche. Con la sua grande sensibilità femminile, seppe dedicarsi allo studio dei problemi delle donne di tipo ginecologico e ostetrico senza moralismi, dedicandosi anche al trattamento delle cause dell’infertilità; fu la prima a prendere in considerazione la possibilità che l’infertilità potesse dipendere da cause legate all’uomo e non alla donna. Era solita curare i suoi pazienti con tecniche poco invasive, come massaggi, bagni di erbe e impacchi, ma era anche una chirurga capace: la possibilità di intervenire con la sutura delle zone perineali in caso di lacerazione, pare fossero una delle sue intuizioni con le quali salvò la vita a molte partorienti.

Seppe coniugare la passione per il suo lavoro e la vita privata, sposò difatti un noto medico del tempo, o Giovanni Plateario; dalla loro unione nacquero due figli: Giovanni Plateario il Giovane e Matteo, che seguirono le orme dei genitori diventando valenti medici.

Ma ciò che rende ancora più attuale e moderna la figura della mitica Trotula, non è solo la sua dedizione e i successi professionali, né la capacità di non trascurare la vita privata, quanto il suo non rinunciare in nessun caso ad essere femminile e curata in ogni dettaglio.Fu infatti tra le prime studiose a dedicare ricerche e pubblicazioni alla realizzazione di rimedi cosmetici.

Va tenuto conto che all’epoca la bellezza aveva un valore profondo, rientrava nella necessità di aver un corpo che fosse in piena armonia con la filosofia natura; ciononostante non furono in molti a dedicare trattati scientifici ad essa. Il “De ornatu mulierum” di Trotula è il primo testo di cui si hanno notizie che propone ricette per la pulizia e la cura della pelle e dei capelli, descrive tipologie di massaggi per il benessere e la bellezza del corpo e raccoglie persino ricette diverse di tipi di sapone da usare per le diverse parti del corpo.

Trotula era molto amata dai contemporanei, che vi si rivolgevano con fiducia per qualsiasi tipo di malanno. Una delle peculiarità che l’ha resa nota tanto da farla entrare quasi nel mito, era quella di proporre rimedi alla portata di tutti: la maggior parte delle piante e dei preparati che consigliava come cura, si potevano reperire facilmente nelle campagne di Salerno o acquistandoli a basso costo. Finalmente la medicina non era solo riservata a nobili e ricchi, ma diventava, per la prima volta, universale.